Verbania

musei  e parchi

Museo del Paesaggio”

Se hai un cuore e una camicia, vendi la camicia e visita i dintorni del Lago Maggiore (Stendhal). Contornato da verdi colline , splendide ville rivolte verso le isole Borromee, piene di fascino e di storia, è un'ottima meta per un fine settimana, e se possibile anche qualche giorno in più Oltre ai conosciuti parchi botanici, i castelli ed i musei (curioso quello dell'ombrello)
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Il Mausoleo Cadorna

cadorna Nel periodo fascista, dopo la morte del generale Luigi Cadorna, avvenuta nel 1928, a Pallanza venne realizzato un mausoleo per ospitare la salma del generale e per commemoare i combattenti della prima guerra mondiale

Museo dell'Ombrello e del Parasole

Nato nel 1885, ha sede nel settecentesco palazzo Moriggia ed illustra un periodo di 74 anni della storia italiana compreso fra il 1796 (la prima campagna di Napoleone Bonaparte in Italia) ed il 1870 (annessione di Roma alRegno d'Italia) Il Museo del Risorgimento raccoglie opere d'arte, cimeli, dipinti, stampe, armi ed oggetti che ricordano le guerre d'indipendenza, le Cinque Giornate di Verbania del 1848 e l'epopea garibaldina.
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palazzo Borromeo

Porcellane e livree, dipinti di famiglia, arazzi e letti a baldacchino decorati con sontuosi broccati compongono un affascinante affresco di vita cortese che non mancherà di stupirvi. che documentano la storia della città dalla dominazione spagnola agli inizi del Novecento. Dalle grandi finestre al piano nobile infine l’affaccio sul golfo Borromeo con l’isola Bella e l’isola Pescatori è così armonioso da far indugiare l’occhio di fronte tanta bellezza.
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Museo storico Antonio Rosmini

offre ai visitatori ed agli studiosi, oltre alla Biblioteca ed all’Archivio, il Museo di ricordi rosminiani, che si snoda in un percorso su due piani comprendendo la camera in cui morì Rosmini e sale con documenti che illustrano la sua vita in sequenza cronologica: carteggi, epistolari, certificati, ritratti (tra cui quello opera di F.Hayez), mobili, libri, indumenti ed oggetti personali. 
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Parco Pallavicino

Il Parco si sviluppa su un'area di circa 200.000 mq in cui si alternano viali fioriti, prati, grandi alberi secolari e un meraviglioso giardino botanico. La presenza in ampi spazi naturali di numerose specie di mammiferi e uccelli esotici tra cui Daini, Canguri, Zebre, Fenicotteri, Lama, Pappagalli e Pavoni, rendono il Parco Pallavicino un luogo unico ed indimenticabile adatto ai bambini e alle gite fuori porta.

Giardino Botanico Gignese

situato ad Alpino, una frazione del Comune di Stresa ad un’altitudine di 800 metri, si affaccia su una bellissima vista panoramica sul Lago Maggiore: un vero e proprio balcone naturale dove ci si rilassa guardando il paesaggio rimanendo a stretto contatto con la natura.
 

Museo dello spazzacamino

inaugurato nell’agosto 1983, è stato ingrandito e completamente rinnovato per una nuova inaugurazione nell’aprile 2005. Il nuovo Museo presenta un percorso interattivo che coinvolge il pubblico in una visita multisensoriale la quale attiva la compartecipazione diretta dei visitatori. Questo itinerario, fondato sull’esperienza percettiva, costituisce un’assoluta novità di approccio ad un tema storico-sociale come quello degli Spazzacamini
 

Museo del Cappello

L’esposizione racconta, attraverso macchinari originali dell’azienda e foto d’epoca, il processo produttivo che porta dal pelo di coniglio al feltro e da questo al cappello. Un procedimento semplicemente basato sul vapore ed il movimento, ma che ancora oggi appare misterioso ed affascinante ed è in grado di sorprendere il visitatore. Negli ambienti del museo si scopre così come dal pelo di cinque conigli venisse ricavato un cappello (e alla Panizza negli anni di splendore della prima metà del Novecento si arrivò a produrre 1000 cappelli al giorno!), si esplorano i segreti dei cappellai e della loro arte, a partire da quando il mestiere era completamente manuale, fino alla sua “meccanizzazione”, ben rappresentata proprio dalla “Panizza”, si scoprono le varie fasi di lavorazione, dalla feltrazione all’imbastitura di un grande cono di feltro, alle successive riduzioni di dimensione, alla modellatura, stiratura e guarnizione. 

Civico Museo Archeologico (Antiquarium)

articolato in due sezioni, una dedicata alla tradizione della lavorazione della pietra, una a carattere archeologico. Al primo piano la sezione “della pietra” ospita strumenti ed attrezzi del lavoro tradizionale dei cavatori e degli scalpellini che coltivarono le cave di granito di Montorfano e di marmo di Candoglia; accanto agli attrezzi sono esposti alcuni manufatti in pietra da contesti archeologici: epigrafi preromane e romane, opere medievali dal sito di Montorfano. Tra le testimonianze “di pietra” si segnalano quattro grandi steli funeriarie in pietra da Brisino (Stresa) che conservano i nomi dei defunti trascritti nel locale alfabeto leponzio (I secolo a.C.). Al secondo piano il percorso si articola in due sale, proponendo reperti archeologici ordinati secondo criteri cronologici. I reperti più antichi risalgono alla fine dell’età della pietra ed all’età del bronzo: 

Museo Archeologico della pietra ollare

delineando, tramite cartografia e reperti, i luoghi e le tecniche d’estrazione della pietra ollare, i metodi di lavorazione e i manufatti tradizionali. Le testimonianze fornite dai numerosi reperti partono dalla preistoria, età del bronzo e del ferro e si fanno particolarmente ricche in epoca romana dando la misura del progressivo dominio dell’uomo sulla natura e sulla risorsa della valle, di cui lo sfruttamento di giacimenti di pietra ollare costituì un elemento cardine di una floridezza economica mantenuta fino alla piena età romana.