Violino di capra della Valchiavenna

Si tratta di un salume singolare che viene prodotto con la coscia e la spalla di capra.
Deve il suo nome alla forma della parte dell'animale che, con la zampa a fungere da manico, richiama la cassa dello strumento musicale.
Anche il ri esperti nell'affettare i riccioli di carne con il lungo coltello, tenendo appoggiato lo Stradivari alla spalla,   assomiglia molto al movimento che compiono i violinisti durante l'esecuzione di un brano.
L'usanza vuole che, una volta cominciato il taglio, solenne come un rito, il violino vada finito.

Il Violino di capra, così come dispone il disciplinare messo a punto dal Presidio dopo un anno di sperimentazione che ha coinvolto vari produttori e allevatori della zona, può essere lavorato esclusivamente con le antiche tecniche tradizionali, utilizzando animali allevati allo stato semibrado nella provincia di Sondrio nutriti e macellati correttamente. In particolare l'alimentazione degli animali deve essere naturale: solo erbe e piante selvatiche dei pascoli montani, integrate con farina gialla e crusca.
La sperimentazione, promossa dalla città di Chiavenna
  Lo studio, condotto secondo regole scientifiche, ha evidenziato l'importanza della pezzatura delle cosce e delle spalle, mentre è risultata sostanzialmente ininfluente la razza di origine (Frisa, Fontalasca o meticcia, Orobica o, addirittura, il capriolo