Intervista Umberto Veronesi direttore scientifico dell'Istituto europeo di oncologia
Corriere della Sera di giovedì 25 aprile 2013, pagina 27
Veronesi:«Si vendono meno sigarette, salve
mille vite» di Pappagallo Mario
Salute Obiettivo raggiungibile se
si confermasse l'attuale riduzione del fumo registrata nei primi tre mesi del
2013 Veronesi: «Si vendono meno sigarette, salve mille vite»
L'oncologo Medico Umberto Veronesi è nato il 28 novembre del 1925 a Milano.
Nel 1950 sl è laureato In medicina Oltre zoo milioni di gettito in meno per lo
Stato nei primi 3 mesi del 2013.
Causa: il mancato incasso di accise sui tabacchi, pari a un calo del q,65. E si
stima che il 40% di questi 2oo milioni siano da imputare alla diffusione delle sigarette elettroniche.
Dato, diffuso lo scorso 21 aprile,
viene dal Dipartimento delle Finanze.
Una buona notizia, che nessuno ha però sottolineato. Anzi gli umori sono quelli di una notizia ferale.
Ma come? Diminuiscono i fumatori e non si gioisce? Annuisce Umberto Veronesi,
direttore scientifico dell'Istituto europeo di oncologia:
«Non ho sentito alcuna voce levarsi a sottolineare che verosimilmente l'uso della sigaretta elettronica
ridurrebbe il drammatico numero di 30.000 morti per tumore del polmone che si registrano ogni anno».
L'ex ministro della Sanità di un ormai lontano governo Amato ha ragione: ci fosse una riduzione del fumo pari
solo al 10% si eviterebbero 3.000 decessi all'anno.
E solo una provocazione numerica, ma serve per
far riflettere. «Già solo con il calo di vendite del primo trimestre si potrebbero ipotizzare
in proiezione circa mille morti in meno».
Solo grazie a quel 40% in meno di vendite influenzate dalla diffusione della sigaretta elettronica
«E se anche volessimo dimenticare il dolore e l'intera dimensione umana della malattia —
continua Veronesi —, va considerato che ogni malato di cancro polmonare costa allo Stato
mediamente 200.000 euro (tra chirurgia, radioterapia e chemioterapia, oltre alla mancata
produttività sul lavoro). E che l'insieme dei casi evitati significherebbe un risparmio di
5oo milioni di euro all'anno.
E evidente che lo dico come provocazione, ma voglio sottolineare che 3.000 vittime
in meno di tumore polmonare ogni anno sarebbe un grande successo».
E questo grazie anche alla sigaretta elettronica che, viste le minori entrate dalla vendita di tabacchi,
sembrerebbe funzionare. Un'ombra La carriera è stato il primo italiano presidente dell'Unione
internazionale di oncologia. Ministro della Sanità del governo
Amato nel 2000 si proietta sulle analisi degli esperti istituzionali
che si sono espressi negativamente nei confronti della «bionda» elettronica.
Si ipotizzano rischi per la salute, ma di ciò non v'è certezza. Mentre è certo il calo numerico di sigarette tradizionali vendute.
«Tutti siamo consapevoli — dice ancora Veronesi — che la soluzione perla
sconfitta di questo tumore, big killer numero uno al mondo, è convincere
la popolazione a smettere di fumare o a non iniziare mai.
Ma questo non succede malgrado 5o annidi campagne anti-fumo.
Quindi se la sigaretta elettronica appare come una via percorribile
per la disassuefazione, siamo moralmente obbligati a percorrerla.
Tutti gli strumenti per smettere di fumare devono essere studiati con rigore
e nel rispetto della tutela della salute, ma con determinazione e metodo. Senza pregiudizi».
Come considera uno Stato che guadagna dalla vendita delle sigarette?
«Alcuni avvocati mi hanno suggerito che si potrebbe accusare lo Stato per strage.
Forse bisognerebbe farlo, almeno come forma di protesta.
Come è possibile che venda ai cittadini prodotti che possono anche uccidere?
Questa azione va contro l'articolo 32 della Costituzione.
E indicare la sua azione letale con una scritta (il fumo uccide) non solleva certo
dalle responsabilità». Non è facile, comunque, far smettere un fumatore che non ha
la volontà di farlo. «Credo che vada aiutato in ogni modo — conclude l'oncologo —
anche se non riesce a smettere. Per questo mi sono impegnato per la diagnosi precoce
del tumore polmonare. Per i forti fumatori o ex fumatori oggi esiste una possibilità
concreta di salvezza
C'è lo studio nazionale Cosmos 2 che offre loro gratuitamente
gli esami più avanzati per l'anticipazione della diagnosi. Che significa, è stato
dimostrato, salvare la vita e la sua qualità».




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