Umberto Tirelli, direttore del dipartimento di Oncologia medica dell’Istituto Tumori di Aviano

Favore vole o contrario?
Io sono a favore delle sigarette elettroniche, pur con la cautela alla quale invita anche il ministero della Salute, perché riducono il problema principale, cioè l’inalazione delle centinaia e centinaia di sostanze cancerogene della sigaretta.
Ovviamente poi le sostanze inalate con questi nebulizzatori possono avere una loro tossicità e anche sulle dosi di nicotina assunte, nei prodotti che ne contengono, occorre vigilare perché non è cancerogena ma causa altri problemi.
Aiutano a smettere?
Se uno non ce la fa a smettere in altra maniera, con l’aiuto del chewing gum, dei cerotti o con la sola forza di volontà, questo sostituto è una buona cosa. E’ chiaro che si rimane a rischio di tornare a fumare di nuovo le sigarette, ma questo è vero per tutti gli ex-fumatori.
Il fatto che mantenga la gestualità però aiuta a passare dalla sigaretta tradizionale a quella elettronica. E come oncologo, dati alla mano, devo dire che non è mai troppo tardi per fare questo passaggio e poi smettere del tutto, guadagnando anni di vita.
Possono indurre a fumare?
Il rischio di indurre i giovanissimi che non avrebbero magari mai provato le sigarette classiche a provare quelle elettroniche c’è, soprattutto per la loro diffusione e il loro uso molto libero.
Cosa ne pensa del cocktail di sostanze che contengono a parte la nicotina?
Che ci vuole prudenza, ma la prima impressione è che se dobbiamo mettere sulla bilancia i pro e i contro, per ora i pro sopravanzano i contro, però c’è ancora troppo poco follow-up sull’incidenza di effetti collaterali.
Va tenuto conto del fatto che questa forma di inalazione potrebbe accentuare in alcuni soggetti malattie polmonari, per esempio negli allergici e negli asmatici.
Ma non esiste niente che sia privo di effetti collaterali.