Mana
Il termine Mana viene solitamente utilizzato in molte lingue oceaniche (per esempio melanesiane, micronesiane e polinesiane) per
riferirsi
ad una qualità o essenza interiore comune sia agli esseri
viventi che agli oggetti inanimati. Questa qualità indescrivibile viene associata a sentimenti di meraviglia e rispetto.
Da un punto di vista antropologico, il concetto del mana in senso generalizzato viene talvolta interpretato come il sentimento soggiacente a tutte le forme di religione, spiritualità e magia.
Il termine Mana indica una delle prime forme di divinità che si manifesta nelle prime fasi note dell'umanità.
Nella nozione di Mana si esprime ciò che non è conoscibile, ciò che resta sconosciuto ma a cui si può cercare di dare una spiegazione.
Con questo termine primitivo si indica l'esistenza nelle cose di qualcosa d'altro dalle cose stesse.
Lo storico delle religioni e scrittore Mircea Eliade chiarisce che il Mana (o il suo equivalente nelle altre culture primitive, sia antiche sia coeve all'uomo contemporaneo) è da ricercarsi nella stessa presenza corporea delle cose.
In quanto un essere animato (sia visibile o invisibile), oppure inanimato, esiste, per l'uomo arcaico esso è dotato di una sua forza vitale latente; l'evocazione della forza latente delle cose da parte del sacerdote è l'essenza stessa delle pratiche sciamaniche proprie delle religioni arcaiche.