L'abbraccio dei sensi
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MONOÏ E TAURUMI IL RITO DEL MASSAGGIO POLINESIANO

Frutti, fiori, piante, sabbia di Bora Bora e polvere di cocco. 
Da sempre, i fiori, i massaggi e l’acqua fanno parte della vita di Tahiti.
Da questa alchimia tra tradizioni ed elementi naturali nasce il  Taurumi, l’arte del massaggio per eccellenza, ma anche filosofia di vita, medicina tradizionale e pratica ancestrale nel Paese del Tiare.
Il Taurumi, che in tahitiano significa abbraccio, è l’antica cura olistica polinesiana che concepisce l’individuo nella sua globalità unendo spirito, energia e parola.
Tutti i sensi sono coinvolti per fondersi nella bellezza delle isole e dei loro elementi.
Il massaggio polinesiano va aldilà di una semplice tecnica manuale: scioglie i nodi fisici e psicologici, libera il flusso energetico, armonizza corpo e spirito.


Olio di bellezza, il monoï ( olio profumato, "in lingua ma'ohi"nasce dalla macerazione in olio di cocco del fiore di Tiare un eccezionale prodotto di bellezza con proprietà emollienti, idratanti e distensive, da sempre utilizzato per la tradizionale cura del corpo e per i  massaggi.) coniuga così al quotidiano la simbiosi dell’uomo e della natura, principio base della cosmogonia polinesiana.
Ben più di un assaggio tahitiano che può essere praticato in un contesto familiare, la sera, all’ombra di un albero o comunque all’aperto,o in modo più formale, da un Tahua,(il nome tradizionale dei massaggiatori in Tahitiano) lo specialista dell’arte del massaggio.



Ancora oggi, la tradizione del Taurumi si tramanda di generazione in generazione nelle famiglie polinesiane, ognuna depositaria dei propri segreti in questo campo.
Anche il piccolo fin dalla nascita é liberato dalle tensioni del parto con un massaggio a base di fiori di tiare e di
cocco,
Mani esperte gli modellano la testa, le gambe e le braccia, e il suo cuoio capelluto è cosparso con il monoï.
In qualche modo, la mamma riprende così il gesto della dea Atéa alla nascita di suo figlio Tané, dio tahitiano della bellezza.
Secondo la leggenda Tané nacque senza forma: una creatura come d’argilla.
Il dio Ta’aroa fece cucire una pelle per il piccolo, per poterlo rendere un gran dio di rara bellezza.




Per far questo, utilizzò della scorza di hutu, dell’atae, scorza di cocco, e ancora purau, ati e altre essenze delle magnifiche isole polinesiane.
Utilizzò il vento, pelle di squalo e di manta, sole e luna.
La pelle di Tané era perfetta!
Così la madre lo cosparse di monoï per farla risplendere di tutti i benefici della natura.
Proprio come la leggenda di Tané, il monoï viene usato quotidianamente dai tahitiani come una seconda pelle naturale le cui funzioni cambiano in base alle diverse piante ed essenze da cui è composto. 
Il monoï protegge la pelle dall’inaridimento; arricchito dal miri, protegge dagli spiriti malvagi; grazie al Réa Tahiti, protegge dagli effetti del sole… Alle Marchesi, l’humuei, un monoï arricchito di piante profumate, serve ad affascinare l’amato.





Ancora oggi, il rito del Taurumi si apre con il Tahua che inumidisce le sue mani con il monoï e poi le intiepidisce alla fiamma di una candela, così da avere un contatto con il corpo che sia il più delicato possibile. Il massaggio è innanzitutto un momento di ascolto e di attenzione: non può essere praticato senza una disposizione d’animo adeguata – la cosiddetta ‘ana’anatae – che permette di essere totalmente dedicati a chi usufruisce del massaggio.
 Il gesto segue le linee d’energia verso le estremità del corpo per liberarlo da eventuali blocchi. L’energia – il Mana – deve poter circolare liberamente nel corpo, investire la totalità dell’essere e inscriverla in un rapporto fluido e diretto con la natura.
Il monoï di Tahiti ne è il mezzo: dalle mani del Tahua al corpo di chi si sottopone al massaggio, dalla pelle alla natura.


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